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TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Sarebbe bello parlare dell’efficacia dei vaccini, intraprendere una discussione scientifica sulle coperture e sull’opportunità dell’uso, ma alla fine sono cose che interessano solo i cittadini, mentre al Ministero della salute non frega assolutamente nulla. Una volta che si hanno a disposizione 620 milioni di euro per un triennio bisogna solo pagare le marchette alle case farmaceutiche. Il piano vaccini 2014-2016 è stato buttato giù in fretta e furia da un pool di esperti al quale non hanno preso parte le Università e gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, ma solo il suo presidente (Gualtiero Ricciardi) che si fa sponsorizzare un report di prevenzione vaccinale da Crucell, GSK, Pfizer, Sanofi Pasteur MSD. Poi ci sono le società scientifiche che non pubblicano i bilanci togliendo la possibilità di monitorare da chi prendono i fondi e che vengono rappresentati nella redazione del piano nazionale vaccini, da persone come il Prof. Paolo Bonanni (SitI) che ha avuto finanziamenti dalle case farmaceutiche (Sanofi Pasteur, MSD, GlaxoSmithKline e Novartis) per la realizzazione e pubblicazione dei suoi lavori scientifici. Per fortuna che il panel di affaristi vedeva presente anche il Presidente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) Sergio Pecorelli, almeno l’azione di vigilanza era garantita. Peccato che qualche giorno dopo è stato sospeso. Indovinate per cosa? Conflitto di interesse per contatti di lavoro con le case farmaceutiche.
Così mentre l’OMS ci redarguisce per l’incompletezza dei dati e il mancato raggiungimento degli obiettivi su morbillo e rosolia, l’Italia anzichè potenziare i centri vaccinali sul territorio, complica ulteriormente le cose, con un piano cervellotico.
Ecco che il risultato voluto dal Ministro Lorenzin è: più vaccini per tutti, della loro utilità poco importa .

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